ITA/
Il Tandem è una scultura che tiene due corpi in equilibrio, inchiodata ad un fulcro centrale. É una macchina paradossale, concepita per il movimento ma costretta nella scena all’immobilità. Veicolo su cui vengono vissuti e condivisi sogni e conflitti, avventure e pericoli. É un mezzo che viene riparato e maltrattato, ma rimane l’unica possibilità di giocare la vita. Finché questa non finisce. Lo spettacolo “Tandem” è il desiderio di colmare un vuoto inspiegabile.
Tutto è già avvenuto.
Un corpo ventunenne riverso sull’asfalto e la solitudine di chi vorrebbe ricostruire l’accaduto e cerca di colmare il vuoto e il silenzio lasciato da quel tonfo.
“Potevamo andare al mare, potevamo girare dall’altra parte, ma non lo abbiamo fatto.”
Quel corpo riverso sull’asfalto è l’unica cosa che sappiamo. Torniamo indietro. Curve spericolate, discese mozzafiato, sobbalzi, sorpassi e sole negli occhi. Questo è il mondo da ragazzi. Tutto ti investe come il vento quando vai in bici. I pensieri sono semplici e sembrano non avere conseguenze. Si vivono giorni fragili, sospesi nel dubbio che la strada che prenderai sia quella giusta. Ma in fin dei conti non si fanno tante domande perché sono troppo occupati a vivere cosa che gli adulti a poco a poco dimenticano. Federica rimane e il suo diventare grande coincide con una fine inspiegabile. Chi giace stesa per terra davanti a Federica? Una parte di sé, la sua amica Paola. Nel disperato tentativo di ricostruire il cammino che le ha portate lì, Federica ripercorre le tappe e gli incontri. Cerca di espiare il suo senso di colpa, di collegare gli eventi che confusi si presentano nella sua mente. Federica percorre una linea sottile tra sogno e speranza al fine di liberare il lutto, di liberare Paola, lasciarla andare. Paola accompagna Federica in questo viaggio, le rimane accanto ancora una volta, non vuole lasciarla, non vuole essere dimenticata.
ENG/
The Tandem is a sculpture holding two bodies in balance, nailed to a central hub. It is a paradoxical machine, designed for the movement in the scene but forced to immobility. Vehicle on which they are experienced and shared dreams and conflicts, adventures and dangers.
It is a means that is repaired and mistreated, but remains the only chance to play life. As long as this does not end. The play “Tandem” is the desire to fill an inexplicable void. Everything has already happened. A twenty-one years old body lying on the asphalt and the loneliness of those who would reconstruct what happened and try to fill the void and the silence left by the crash.
“We could go to the beach, we could turn the other way, but we did not.”
The body lying on the pavement is the only thing we know. Let’s go back. Daring curves, breathtaking descents, bumps, overtaking and sun in their eyes. This is the world by boys. Everything invests you like the wind when you ride a bike. Thoughts are simple, and they seem to have no consequences. You live fragile days, hanging in doubt that the road you take is the right one. But in the end they do not ask many questions because they are too busy living things that adults gradually forget. Federica remains and her growing older coincides with her inexplicable end.
Who lies stretched out on the ground in front of Federica? A part of her, her friend Paola. Desperate attempt to reconstruct the path that led them there, Federica retraces the steps and meetings. She tries to atone for her guilt, connecting the events that occur in her confused mind. Federica runs a fine line between dream and hope in order to free the mourning, to free Paola, to let her go. Paola accompanies Federica on this trip, she remains once again beside her, does not want to leave her, doesn’t want to be forgotten.

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(Foto di Andrea Casini – Collinarea Festival, Lari 2013)

(Foto di Chiara Ferrin – Festival Trasparenze, Modena)